"IL MURO COME PORTALE"
L'elemento unificante dell'intera serie è una cornice architettonica iperrealistica: un muro di mattoni grezzi, crepato e parzialmente crollato, che si apre su cumuli di macerie in primo piano.
Accanto ad ogni pannello campeggia, come una presenza fissa e statuaria, la figura di una modella dall'estetica "heroic chic" o cyberpunk. Indossa un completo oversize color bronzo/fango metallizzato (che ricorda il taglio di una tuta utilitaria o di un trench destrutturato) e guarda con intensità verso il murales. La sua presenza costante funge da "custode" o spettatrice di ciò che accade all'interno dello squarcio nel muro.
Lo squarcio nel cemento diventa così una finestra temporale e stilistica, all'interno della quale cambiano i soggetti, celebrando diverse sfaccettature della femminilità, dell'arte urbana e della storia della pittura.
(Cyber-Punk & Neon): Un'esplosione di colori pop e saturi. La figura centrale, con occhiali specchiati blu e un'attitudine audace, richiama i murales della cultura hip-hop e della street art contemporanea.
(Metropolitana Dark): L'interno dello squarcio mostra una figura in un abito di lattice o metallo scuro in un'ambientazione che ricorda una stazione della metropolitana o un interno industriale, accentuando il tono distopico.
(Il Dialogo/Impressionismo): figura sulla destra interagisce (o si scompone) sedendosi all'interno dello squarcio, dialogando visivamente con una donna dipinta con uno stile accademico/impressionista dell'Ottocento, davanti a un paesaggio marino. È il perfetto climax della serie: il presente industriale decadente che si siede a conversare con il passato classico.
(Surrealismo Urbano): Un mix sofisticato in cui una figura in abito bianco candido si muove all'interno di uno sfondo geometrico e astratto che ricorda le atmosfere di De Chirico reinterpretate in chiave moderna.