"IL MURO COME PORTALE"
L'elemento unificante dell'intera serie è una cornice architettonica iperrealistica: un muro di mattoni grezzi, crepato e parzialmente crollato, che si apre su cumuli di macerie in primo piano.
Accanto ad ogni pannello campeggia, come una presenza fissa e statuaria, di solito una modella dall'estetica "heroic chic" o cyberpunk. Indossa in genere un completo oversize color bronzo/fango metallizzato (che ricorda il taglio di una tuta utilitaria o di un trench destrutturato) o un abito dark e la sua presenza costante funge da "custode" o spettatrice di ciò che accade all'interno dello squarcio nel muro.
Lo squarcio nel cemento diventa così una finestra temporale e stilistica, all'interno della quale cambiano i soggetti, celebrando diverse sfaccettature della femminilità, dell'arte urbana e della storia della pittura.
(Omaggio a Klimt): Un esplicito richiamo al Simbolismo di Gustav Klimt. La figura centrale ed i motivi geometrici dorati nello squarcio riproducono l'estetica della "Giuditta" o del periodo aureo del pittore viennese, creando un contrasto stridente ma magnetico con il muro rovinato dal tempo.
(Cyber-Punk & Neon): Un'esplosione di colori pop e saturi. La figura centrale, con occhiali specchiati blu e un'attitudine audace, richiama i murales della cultura hip-hop e della street art contemporanea.
(Metropolitana Dark): L'interno dello squarcio mostra una figura in un abito di lattice o metallo scuro in un'ambientazione che ricorda una stazione della metropolitana o un interno industriale, accentuando il tono distopico.
(Il Dialogo con l'Impressionismo): figura sulla destra interagisce (o si scompone) sedendosi all'interno dello squarcio, dialogando visivamente con una donna dipinta con uno stile accademico/impressionista dell'Ottocento, davanti a un paesaggio marino. È il perfetto climax della serie: il presente industriale decadente che si siede a conversare con il passato classico.
(Pop-Art & Graffiti): Qui domina lo stile stencil e street art. Una donna con cappello a tese larghe e occhiali da sole incarna il glamour classico degli anni '50, ma reinterpretato con la ruvidezza dei graffiti urbani.
(Surrealismo Urbano): Un mix sofisticato in cui una figura in abito bianco candido si muove all'interno di uno sfondo geometrico e astratto che ricorda le atmosfere di De Chirico reinterpretate in chiave moderna.